Articoli con tag taxi
Uber major, minor cessat
0Tutti a regalare, pur di piacere e avere consensi, tanti seguaci fedeli, giornalisti compiacenti…raccontando un bel po’ di bugie. Le tentazioni sono tante, la concorrenza è spietata, occorre stare al passo con i tempi…altrimenti devi cedere al più forte. Anche “lassù” ormai se ne sono accorti e iniziano a distribuire buoni promozionali: almeno loro – vista la provenienza – dicono la verità, vivaddio!
(Strip di “Romito” l’eremita, per gentile concessione di Adriano Carnevali, maestro del disegno umoristico)
Uber, venti di guerra. Prime schermaglie
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“Non sorprendetevi per la presenza di Uber. Non si sono sbilanciati, sono semplicemente venuti per conoscere meglio i loro avversari e valutarne la forza (o la debolezza). La storia sarà lunga.”
Un lettore anonimo del blog, ieri lasciava questo commento nel post “News dalla riunione TAXI/NCC al Crowne Plaza”. Le tre persone del team management di Uber Italia hanno preso ieri mattina la loro bella macchinina (o si sono fatti portare da un Uber Partner?) per andare fino a Somma Lombardo, per una gita fuori porta e fare una sorpresa a quel manipolo di autisti richiusi in un hotel a parlare (non bene) di Uber e delle sue malefatte. Si sono presentati senza invito, pensando che bastasse un CUCUU’ – come fece Berlusconi con la Merkel- per apparire subito simpatici e carini. Poteva anche andare bene così, anche se da un punto di vista deontologico, un manager avrebbe dovuto confrontarsi in maniera differente, ma tant’ è … che la scelta di quei giovani non è stata quella di aprirsi al confronto, ma solo di acquisire nozioni, essere li semplicemente per “capire”. Tutto quello c’era da capire è stato detto più volte ovunque, sulle loro pagine internet, su facebook, su twitter e chissà dove altro ancora… cosa c’era ancora da capire? O il loro interesse era finalizzato esclusivamente a carpire informazioni utili per una difesa o contrattacco? Di fatto, l’invito a lasciare l’ assemblea non deve essere stato gradito: non più di 24 ore dopo, in occasione di una breve intervista telefonica alla general manager Benedetta Lucini condotta stamane su radio 105, quattro gatti si sono riuniti davanti all’emittente di via Turati per una pacifica protesta. La presenza di alcune macchine di tassisti ha offerto il pretesto per muovere accuse infondate di intimidazioni e violenze verbali verso l’Uber Management, il direttore dell’ emittente, il tutto accompagnato da “disturbo alla circolazione stradale”. Si è aperta una fase nuova nel fronte Uber/taxi/ncc, queste sono le prime avvisaglie che vedono da un lato un gruppo sempre più numeroso di operatori che chiedono il rispetto della legalità e dall’ altro un gruppo nato in California che per diretta ammissione del suo guru, se ne infischia delle regole. Chi la dura la vince: rimanete sintonizzati!
A spasso con Dennis, il tassista venuto dalle Mauritius
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L’ “abbronzatissimo” e simpaticissimo Dennis, racconta al Corriere della Sera il suo arrivo in Italia e la sua vita da tassista. Nella sezione commenti a fondo pagina (leggi articolo originale) non possono di certo mancare i soliti veleni…
Quando un cliente sale sul taxi di Dennis, passano cinque minuti, poi la domanda è d’obbligo. “Di dove sei?”. Perché, se a Londra o a New York è facile incontrare tassisti con la pelle scura, a Milano invece è insolito. “Ma io sono contento che me lo chiedano – racconta Dennis Marie, 52 anni – Quando rispondo che sono delle Mauritius, tanti mi rispondono che ci sono stati. Mi raccontano cosa hanno visto e io gli suggerisco altri posti da visitare. E il viaggio diventa piacevole”. Dennis, che vive in Italia da venticinque anni, ha acquistato la licenza di tassista dieci anni fa.
Il suo viaggio verso Milano è cominciato quando aveva 26 anni.
“Un mio amico faceva il pittore e voleva studiare a Brera e io ho deciso di seguirlo. Per mettere insieme i soldi del biglietto aereo ci sono voluti cinque anni di stipendio della fabbrica tessile dove lavoravo”.
Ma Milano già allora era troppo cara. I due amici ripiegano su Siena, si iscrivono a un corso, ma i soldi finiscono presto. Così, si separano e Dennis comincia a girare di città in città.
Arabia Saudita vieta il taxi “al volo”
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Dal 22 ottobre i passeggeri alla ricerca di un taxi dovranno per forza prenotarlo. Gli autisti sorpresi a far salire “al volo” saranno multati fino a 1033 euro. Nei luoghi di maggiore affluenza come aeroporti, ospedali, centri commerciali così come nelle stazioni, ai tassisti sarà proibito fermarsi per far salire clienti senza che abbiano precedentemente prenotato il taxi attraverso una delle compagnie regolarmente autorizzate, pena sanzioni fino a 5000 riyals (1033 euro). Da ottobre sarà impossibile assistere a scene stile grande mela dove migliaia di auto girano a vuoto, contribuendo all’inquinamento delle città, ed effettuano pericolose manovre nel traffico in risposta al tipico richiamo “taxxi!!”.Tra le norme mirate a regolamentare maggiormente il trasporto pubblico, troviamo:
- L’esclusiva proprietà delle compagnie taxi a cittadini sauditi, per la saudizzazione del settore.
- Il rispetto delle norme comunali ed il mantenimento dei contingenti in base alle licenze di esercizio.
- Installazione su tutti i veicoli di sistemi gps per il monitoraggio completo della flotta.
Il singolo tassista sprovvisto di geolocalizzatore rischia sanzioni da 200 riyal (42,66 euro) fino alla revoca della licenza in caso di recidività.
Fonte: Alarabiya.net
In taxi verso la morte (una storia vera)
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Una folle corsa in taxi verso la morte per eroina, con il figlio Stefano di 5 anni portato in gita da Sottomarina a Padova. "Mi lasci davanti alla basilica del Santo, sono arrivato” , ha detto Sauro Finetti, 34 anni, “tu Stefano non ti preoccupare torno tra poco". Il bimbo non si è impressionato, ha salutato il papà , è rimasto nell’ auto parcheggiata vicino alla chiesa e ha atteso. E’ anche sceso nel cortile e tra i colombi ha giocato sereno, ha scambiato battute con il tassista. Non sapeva che il padre andava incontro alla morte. Sauro Finetti, nato a Rosolina, nel Rodigino, sposato, viveva a Sottomarina in via Zappaterra 38, in un condominio popolare dove le famiglie appendono gli abiti ai poggioli e tirano il filo sul balcone per asciugare la biancheria. E dove tutti si conoscono: tutti sapevano che Sauro sbarcava il lunario come poteva con un figlio sulla schiena e la moglie, Marcella Bellomo, che lavora in una cooperativa. Era stato assunto anni fa come operatore ecologico ad Adria ma quel mestiere non l’ ha mai convinto. Lo faceva per dovere fino a quando non si è rifugiato nella droga. Una vita bruciata presto, sui vent’ anni: attualmente era in cura al "Sert" dell’ ospedale di Chioggia e cercava di uscire con il metadone dall’ inferno dell’ eroina: c’ era quasi riuscito. Grazie all’ affetto della moglie e di quel bimbo Stefano voluto a tutti i costi per restare aggrappato alla vita e non rassegnarsi alla quotidianità della siringa d’ eroina e ai mercanti di morte. Venerdì pomeriggio, Sauro Finetti non ce l’ ha fatta più a tirare avanti con il metadone. E’ sceso in strada ed è salito in un taxi.
Il grande successo di Joe
0Un tassista di nome Joe che, durante le sue notti lavorative per le strade di Parigi, fa passare il tempo ascoltando dell’ottima musica, in particolar modo rumba e mambo e brani di Xavier Cugat e Yma Sumac, ricreando nell’abitacolo le atmosfere sonore di molti locali notturni della stessa città.
Per Vanessa Paradis, Joe le taxi rappresentò il secondo singolo dopo La magie des surprises parties, uscito nel 1985. Il singolo uscì in Francia il 27 aprile 1987, con il brano Varvara Pavlovna al Lato B. Nel paese transalpino, il disco entrò in classifica tre mesi dopo e vi rimase per ben 23 settimane. (dal 27 luglio al 12 dicembre 1987), di cui 11 al primo posto. Si stima che all’epoca il disco passasse in radio mediamente per 450 volte la settimana e che ne venissero acquistate 30.000 copie al giorno. Sempre nella primavera del 1987 il disco uscì anche in Belgio, Svizzera ed Israele e pure in questi Paesi raggiunse il primo posto delle classifiche. (continua…)

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