Articoli con tag licenze
Baltimora, Uber “società di taxi in incognito”
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Quello che Uber Technologies dice è essenzialmente vero, cioè che non possiedono alcun veicolo e non hanno autisti, sono esclusivamente fornitori di un servizio attraverso la loro applicazione (“PSC dovrà decidere se Uber dovrà conformarsi alle norme taxi“, 15 maggio 2013). Qualsiasi conducente che possiede una macchina ha la possibilità di registrarsi a Uber e Uber a sua volta farà da intermediario con chi richiederà il servizio di trasporto a quel conducente. E ‘essenzialmente la stessa cosa di prendere il telefono e chiamare un taxi. Il vero problema è la sicurezza del trasporto pubblico. Un taxi a Baltimora deve soddisfare una serie di norme e regolamenti rigorosi. La Commissione per il Servizio Pubblico (PSC) del Maryland richiede che i veicoli siano ispezionati su base regolare, sia dalla Commissione e da una struttura di controllo del veicolo nello stato del Maryland. L’impego dei veicoli è limitato nell’ età, da quando entrano in servizio come un taxi e dal periodo in cui vengono mantenuti in servizio. I requisiti assicurativi sono molto più severi e i massimali molto più elevati rispetto a quelli di una vettura privata e sono rigorosamente applicate dal PSC. Un tassista è specificamente autorizzato comunque dal PSC (Baltimore City taxi) o dal Baltimore County (Baltimore County taxi). Al fine di ottenere la licenza, un conducente deve passare il controllo dei precedenti penali, hanno un esame psicofisico e presentare un registro di guida dimostrante che lui/lei ha un trascorso di guida sicura.
La strana invasione degli NCC di Cicala (Cz)
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C’ è gruppo di tassisti romani che nel tempo libero – invece di riposare o andare al cinema – indaga. Si apposta ai terminal di Fiumicino. Pedina le berline extralusso degli odiati rivali, gli Ncc «abusivi». Filma i turisti che salgono a bordo. Scatta fotografie alle targhe. Poi gli 007 «tassinari» partono: per l’Abruzzo, la Campania, la Calabria… E adesso, dopo mesi di lavoro di intelligence, pare proprio che abbiano fatto bingo. Con un obiettivo preciso: Cicala, terra di ’nduja e soppressate. È qui, ai piedi della Sila piccola, in questo paese di 993 abitanti devoto a San Giacomo apostolo e forse anche agli chauffeur a 5 stelle, che si sarebbe stabilita una sorta di «centrale» operativa degli Ncc. L’inchiesta della Polaria, su delega della Procura di Catanzaro, è a buon punto: nei giorni scorsi – in seguito ai controlli svolti a Fiumicino a carico di conducenti «residenti a Roma o nelle vicinanze» – nel municipio calabrese è stata sequestrata «tutta la documentazione inerente il rilascio delle licenze di noleggio con conducente». Gli Ncc «finto-calabresi» appostati in aeroporto per soffiare clienti ai tassisti romani sarebbero una novantina: uno ogni 10 cicalesi. E soprattutto, spiega il decreto di sequestro, le licenze «non precedute da regolare bando di concorso» è «ragionevole ipotizzare» che siano state concesse «surrettiziamente», in violazione della legge-quadro del 1992 sull’autotrasporto non di linea, che prevede «il prelevamento dell’utente o l’inizio del servizio» dal territorio del comune di competenza. Come è possibile, si chiede il PM Gerardo Dominijanni, che da Cicala, «distante 603 chilometri dall’aeroporto Leonardo da Vinci», ogni mattina un autista raggiunga Fiumicino?
Napoli, taxi e scuolabus fuorilegge. Colpa della crisi
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Quando ci lamentiamo della nostra magra giornata, perchè non ci sono fiere, non piove, non si guasta la metrò, ecc. pensiamo per un attimo che poco distante da noi, nella nostra disastrata Italia, c’è chi sta molto peggio…
Gli orari di lavoro si allungano, le licenze vengono passate di mano in mano, vecchi furgoncini vengono attrezzati e trasformati in scuolabus. È l’effetto della crisi, che fa saltare tutte le regole. Controlli a tappeto della polizia municipale su taxi e mezzi adibiti al trasporto scolastico. Stamattina gli uomini, coordinati dal comandante dell’Unità operativa Avvocata, Gaetano Frattini, hanno passato al setaccio i taxi che circolavano in città. Tre i posti di blocco: piazza Garibaldi, Porto e Policlinico. Gli agenti hanno fermato e ritirato la licenza a tre tassisti (due in zona stazione e uno al porto), perché stavano lavorando oltre l’orario di licenza. «C’è poco lavoro, pochi clienti – hanno cercato di giustificarsi i tassisti – allunghiamo solo un po’ l’orario di lavoro per cercare di portare a casa uno stipendio decente. Non guadagniamo più niente. La crisi è nera». Il mancato rispetto degli orari però crea un regime di deregulation, con sovrapposizioni di corse e lotte ai posteggi, spesso a danno dei clienti. L’operazione è scattata proprio dopo una serie di esposti di cittadini e turisti che lamentano costi eccessivi del corse, mancato uso del tassametro e vere e proprie risse ai posteggi per accaparrarsi la corsa.
Marco Rizzo è dalla parte dei tassisti
4Ciao Taxistory.NET, volevo segnalare questo video di Marco Rizzo che durante la presentazione del suo libro “il golpe europeo” alla Feltrinelli in Piazza Duomo a Milano ha parlato di noi in modo molto chiaro e lucido, alla presenza di Cremaschi (Fiom) e Feltri. Peccato che non è lui il premier (non si è neanche presentato alle elezioni col suo partito!) Questo non è esattamente quel video ma lui dice le stesse cose in un altra circostanza. Giusto per sapere chi sta con noi e chi no.
Un abbraccio Massimo M.
Caro Massimo, dopo aver fatto qualche ricerca, ho identificato il video che mi hai inviato: si tratta di uno spezzone della conferenza stampa di CSP - PARTITO COMUNISTA del 16 febbraio 2013 svoltasi a Cupello in provincia di Chieti, presso la sala consiliare del municipio (video completo disponibile su Youtube). In concomitanza dell’incontro, Marco Rizzo ha presentato il libro chi mi hai citato. Viene fatta ampia critica a una sinistra molto lungi dall’essere tale, una sinistra che ha rinnegato le origini storiche, che si è allineata al sistema con una parvenza di forza popolare, pur essendo lontana anni luce dalla gente. La sinistra di Rizzo, ex di Rifondazione Comunista, dice di essere dalla parte dei tassisti e a dire il vero un poco lo è stata nel 2006 con gli emendamenti contro la legge Bersani sulle liberalizzazioni, è stata senza dubbio anche dalla parte di altre classi lavoratrici, ma non abbastanza da riuscire a conservarsi o svilupparsi in ambito parlamentare, ovvero addirittura fino a scomparire.
Grillo, vorrei capire se…
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Mentre amaramente rimpiango i politici della Prima Repubblica, quelli che sono ormai defunti, già tramontati o piacevolmente persi in vitalizi da nababbi, non posso fare a meno di osservare di questi tempi alcuni “fenomeni” del circo Barnum fare a gara per chi meglio resta in equilibrio sulla poltrona o riesce ad afferrarne una con i denti e sollevarla con la forza delle mandibole… pardon!…delle parole! La scena ripropone lo stesso copione, gli attori recitano noiosamente lo stesso canovaccio con ben poche improvvisazioni. La loro rappresentazione risulta tanto noiosa quanto irritante, poichè quasi nessuno di loro convince, merita fiducia, merita una riconferma. Il “quasi” era d’obbligo perchè in effetti esiste e sta crescendo un movimento che non è nemmeno lontanamente equiparabile alla politica decrepita che ci attanaglia da anni, una realtà del tutto NUOVA e in quanto tale non ancora ben assimilata. Il M5S si presenta con buone credenziali, ineccepibili iniziative, progetti forse non tutti realizzabili, ma coraggiosi. Mentre sto vedendo colleghi che disinvoltamente si prestano a pubblicizzare sulle loro portiere gli spot elettorali del loro aguzzino, mi chiedo seriamente – come tanti – a chi potrei dare il mio consenso alle urne: ripercorrendo date e nomi di chi ha tentato di regalarci al miglior offerente, riaffiorerebbero i soliti personaggi, le solite facce, i soliti partiti che sanno rinnovarsi solo nella facciata e non dietro le quinte.
A un tassista piace la Lista Monti…
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La scorsa notte nei pressi di Roma è stata scattata e poi pubblicata su Facebook una foto che ritraeva una pubblicità elettorale di Scelta Civica Monti –L’Italia che sale… su un taxi comunale… Strano ma vero! Forse il collega è stato ingolosito da un compenso ragguardevole? Sembrerebbe di no: secondo amici di Roma sarebbero 50 euro in buoni spesa presso una nota catena di supermercati. E’ vero che con 50 euro sfami la famiglia per qualche giorno, oppure paghi la bolletta del gas, di certo non ti aiuta cambiare la tua vecchia Lancia Lybra uscita di produzione nel 2005 e che probabilmente cade a pezzi, MA…
MA…
non ti ricordi che esattamente un anno fa, la persona a cui OGGI fai pubblicità praticamente gratis, non esitava a farti a pezzi senza sconti, a ridurti alla canna del gas, a non avere più un futuro decente o una decenza di futuro? Esattamente un anno fa, qui al nord stavamo al freddo, ci scaldavamo con le casse di legno del mercato per resistere, per non lasciare il vuoto dove invece occorreva essere presenti e resistere. E se a Roma faceva più caldo, un pallido sole intiepidiva gli animi già incandescenti di chi stava in piazza a protestare, i ”giannizzeri” del Sistema non stavano con le mani in mano, scrivevano sul taccuino targhe e i numeri di licenza dei “ribelli”, si infiltravano nelle assemblee sindacali per “riferire” ad orecchi curiosi e somministrare la giusta purga! Come dimenticare, come non ricordare, come rifiutare tale realtà?
La scelta capitalistica di un taxi a Parigi
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Due giorni fa, la notte di Capodanno del 2013, un gruppo di parigini ha avuto un assaggio del capitalismo nella sua forma più pura, applicato al servizio taxi. E ‘stato forse un po’ di più di quello che avevano previsto.
A lungo abituati a una città senza abbastanza taxi (in particolare il 31 dicembre), e ansiosi di utilizzare uno dei numerosi servizi alternativi di auto private che sono ora a disposizione del pubblico tramite le App per smartphone, molti hanno trovato che una delle aziende – l’americana car service Uber – aveva improvvisamente aumentato i prezzi di oltre il 500% rispetto alla tariffa normale. Mentre tutti stavano telefonando al nuovo anno, Twitter France ha iniziato a fare luce su storie di persone che hanno pagato 130 € (circa $ 175) per un breve viaggio di ritorno a casa, e del rialzo dei prezzi come per esempio 13 € al km con tariffe minime di 50 € o più solo per salire in macchina. Si tratta di circa dieci volte il costo di un taxi, e cinque volte le tariffe normali di Uber. Molti parigini sono rimasti scioccati e che questo sia legale. Sono rimasti scioccati che [Uber] abbia cercato di tirare fuori un aumento di prezzo del 500%, perché è chiaramente eccessivo (SnapCar ha scelto di non alzare le tariffei ai suoi clienti). …. Il Capodanno 2013 a Parigi, “grosso modo” la gente aveva una scelta: attendere 90 minuti per un taxi a prezzi normali o a casa a piedi sotto la pioggia. La vigilia di Capodanno nel 2013 quelle stesse persone – dal teenager al più anziano e più debole – potevano attendere anche 90 minuti per un taxi. Oppure potevano controllare il loro iPhone per vedere quanto lontano o più vicino fosse il loro autista e decidere se il costo della prenotazione ne valeva la pena. Oppure potevano portarsi a casa sotto la pioggia. Avevano la scelta, e questo è quello che contava di più!
(Pagina estratta e tradotta – Link all’articolo originale)
Taxi Firenze: il comune minaccia l’intervento dell’ Authority
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Firenze – “Siamo i primi a dire che va migliorata la situazione del trasporto pubblico e non fa eccezione la situazione dei taxi a Firenze, molto c’è da fare sul servizio, sulle tariffe, sulle licenze, ma quando leggo le dichiarazioni da piccolo dittatore sudamericano degli anni 70 di qualche amministratore, le cose cambiano”. Lo afferma l’on. Gabriele Toccafondi, coordinatore cittadino del Popolo della Libertà a Firenze. “Non è sfuggito – dice Toccafondi – che e’ bastata la coda di persone che, domenica durante il nubifragio, si è formata per aspettare i taxi, che qualche giornale ha fatto partire la richiesta di aumentare le 650 licenze fiorentine, e subito dopo non sono sfuggite le parole del vicesindaco che prima ha intimato ‘subito giù le tariffe’ e, per spiegare meglio, ha fatto esplicitamente capire che o si trova un accordo sui prezzi o lui chiederà all’Authority un verdetto anticipato sulle licenze, e poi ha continuato dicendo ‘sono disposto, prima di discutere di licenze, a attendere ma solo a patto che da subito i taxi riducano le tariffe, magari stabilendone di predeterminate, per i fiorentini”‘
Fonte: AdnKronos per Libero – 3.10.2012
Licenze taxi gratis per i disoccupati
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Alla stregua di Peppone che offriva all’ invalido di Brescello un posto di usciere in comune, mentre contemporaneamente Don Camillo alzava la posta in gioco offrendo una pompa di benzina (“Don Camillo monsignore… ma non troppo”). Erano nobili intenti, visto che l’invalido non aveva molte possibilità di sbarcare il lunario, che tuttavia rappresentavano anche opportunità politiche per ottenere consenso popolare. Danni sociali però non se ne sarebbero creati: un solo usciere o una sola pompa di benzina non avrebbero creato squilibrio in un paese dove ancora non esistevano realtà analoghe. Il mondo dei due personaggi è ormai sepolto e delle storie di Giovanni Guareschi non resta che il ricordo di un’epoca dove la parte migliore della gente aveva la meglio sulla cupidigia. Quello che certa gente oggi mostra con disinvoltura lo potete desumere dalla caricatura del post, già! Perchè aspettavo prima o poi una sparata degna del peggior italiota razzolante sul territorio italiano! Mi allaccio ai grossi interrogativi che pone la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, la perplessità e le grosse preoccupazioni dei sindacati contrapposte alle parole incantatrici del ministro del welfare, i diktat di Confindustria, il monocorde dogma del nostro premier. Grande diatriba sulla inapplicabilità delle nuove regole ai dipendenti del pubblico impiego (che sarebbero esenti dai “facili” licenziamenti) e strali di discriminazione da parte dei lavoratori delle aziende private. Su un notissimo quotidiano nazionale, l’italiota di cui sopra suggerisce :
“spazzare via tutte le caste ed istituire la concorrenza dura e pura. Non si capisce perché tutti quelli che verranno licenziati non possano avere una licenza taxi gratis. L’Italia é sommersa e distrutta dalle caste.”
Secondo i dati ISTAT, nel 2011 il numero dei disoccupati era pari a 2.108.000 mentre quello degli inattivi (soggetti che non hanno cercato un impiego ma sarebbero disponibili a lavorare) era pari a 2.897.000.
Un esercito di circa 5 milioni in attesa di una licenza taxi?
Una volta pronti a esercitare, dove li mandiamo a lavorare?
Mi metti una tristezza infinita, mi piange davvero il cuore a vedere la tua cecità, la tua arroganza. Sei pari ai Farisei del tempio, ossia modelli paradigmatici imperituri di umanità arrogante e falsa. Qualcuno di soprannaturale spero che ti perdoni per quello che dici: io che vivo di vita terrena, non ci riesco!

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