Problemi quotidiani

Uber, la Lucini delusa : “il comune non mi ha contattata”

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smiley tristePronti per il  Wired Next Fest? A  Milano sta per arrivare il festival dell’innovazione italiana e internazionale targato Wired Italia. Tra il 30 maggio e il primo giugno, i giardini Indro Montanelli, il Planetario e il Museo di Storia naturale saranno invasi da storie, idee e persone che vogliono cambiare il mondo (qui tutto il programma). Tra gli appuntamenti, anche un incontro con Benedetta Arese Lucini, General Manager di Uber Italia. Argomento: “La vera innovazione nel settore della smart mobility: l’unione delle parti”, in cui faremo il punto su come l’arrivo del servizio in Italia (subito Milano e da poco anche Roma) può cambiare – in meglio – il settore.
Sì perché, intanto, i tassisti non mollano, Uber nemmeno. A Milano i conducenti di taxi e l’applicazione che permette di prenotare automobili private via smartphone è guerra totale. La pagina Facebook Uber, NO Thanks viaggia verso i mille Mi piace e l’aeroporto di Linate, il più vicino al centro del capoluogo lombardo, è stato teatro di una protesta dei sindacati dei taxi degli Ncc, la categoria a cui Uber si rivolge per mettere a disposizione le autovetture. Sugli striscioni l’accusa impressa a chiare lettere: “R-Uber”. Sul perché di tanto astio ci eravamo soffermati a fine marzo: le auto nere della società di San Francisco sono accusate di concorrenza sleale e di mancato rispetto delle normative nostrane.

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Baltimora, Uber “società di taxi in incognito”

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buffiQuello che Uber Technologies dice è essenzialmente vero, cioè che non possiedono alcun veicolo e non hanno autisti, sono esclusivamente fornitori di un servizio attraverso la loro applicazione (“PSC dovrà decidere se Uber dovrà  conformarsi alle norme taxi“, 15 maggio 2013).  Qualsiasi conducente che possiede una macchina ha la possibilità di registrarsi a Uber e Uber a sua volta farà da intermediario  con chi richiederà il servizio di trasporto a quel conducente. E ‘essenzialmente la stessa cosa di prendere il telefono e chiamare un taxi. Il vero problema è la sicurezza del trasporto pubblico. Un taxi a Baltimora deve soddisfare una serie di norme e regolamenti rigorosi. La Commissione per il Servizio Pubblico (PSC) del Maryland richiede che i veicoli siano ispezionati su base regolare, sia dalla Commissione e da una struttura di controllo del veicolo nello stato del Maryland. L’impego dei veicoli è limitato nell’ età, da quando entrano in servizio come un taxi e dal periodo in cui vengono mantenuti in servizio. I requisiti assicurativi sono molto più severi e i massimali molto più elevati rispetto a quelli di una vettura privata e sono rigorosamente applicate dal PSC. Un tassista è specificamente autorizzato comunque dal PSC (Baltimore City taxi) o dal Baltimore County (Baltimore County taxi). Al fine di ottenere la licenza, un conducente deve passare il controllo dei precedenti penali, hanno un esame psicofisico e presentare un registro di guida dimostrante che lui/lei ha un trascorso di guida sicura.

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Il Comune agisca oppure denuncia omissione atti ufficio

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42-28261681Quindici giorni e poi una denuncia nei confronti dell’amministrazione comunale per omissione di atti d’ufficio. Lo annunciano i sindacati dei tassisti dopo la presentazione dell’esposto, il 7 maggio, con cui hanno chiesto a palazzo Marino di fermare e sanzionare il “servizio Uber”. Al centro della protesta, il nuovo sistema basato su una applicazione per cellulari, nato oltreoceano e sbarcato a Milano, con cui da qualche mese in città si possono richiedere auto a noleggio con autista. Per i tassisti, un “servizio taxi abusivo, che non rispetta le norme”, ha ribadito oggi il presidente di Tam, Claudio Severgnini. “Non vogliamo arrivare alla denuncia nei confronti del Comune, perchè non vogliamo un rapporto così con la pubblica amministrazione, ma vogliamo che sia ripristinata la legalità. Con questa trovata tecnologica, si cancellano obblighi, diritti e doveri sanciti dalla legge”, come il divieto per chi non è tassista di sostare su aree pubbliche in attesa di clienti. (continua…)

Tra i due litiganti, il terzo…Uber

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litigiEstratto da giornalettismo.com – (….)  L’INCUBO UBER - Parliamo quindi di una guerra combattuta senza quartiere tra tassisti e Ncc alla ricerca dell’ultimo cliente. A volte però può capitare che le due fazioni si uniscano contro un nemico comune colpevole a sua volta di portare via clientela. Parliamo di un’app che rappresenta in questi ultimi mesi il “problema”, ovvero Uber. Quattroruote ci spiega che la funzione di questo prodotto è quello di mettere in contatto i clienti ai servizi Ncc che aderiscono con le proprie berline. Gli oppositori a quest’app, riuniti nel gruppo Facebook “Uber, no thanks” spiegano che la legge non prevede un tramite tra vetture e clientela. I mezzi devono rimanere all’interno delle rimesse e non possono andare a prendere i clienti.
LE CRITICITA’ - Francesco Artusa, rappresentante della categoria Ncc in Fai trasporto persone, ha ribadito che la legge esclude il servizio su piazza. L’app poi determina il prezzo del viaggio, negando la trattativa sul prezzo.  ”In questo caso – continua Artusa – abbiamo uno smartphone che calcola la spesa in tempo reale, anche in relazione alla velocità. In pratica il telefono fa il tassametro, e che lo chiamino algoritmo poco conta. Peccato che sia una esclusiva del taxi e che debba essere omologato. Da chi è omologata l’app? Inoltre i veicoli NCC devono partire ogni volta da una rimessa, non possono sostare sul suolo pubblico in attesa di commesse”.
LA QUESTIONE TASSAMETRO - Per Artusa l’app è vietata dall’articolo 85 del Codice della Strada che determina quelle che sono le condizioni del servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone regolato dalla legge 21/92. Questa norma però stabilisce che siano i taxi ad avere la necessità di un tassametro omologato e non le vetture Ncc. Quindi di fatto questo non rappresenta un problema. Gli oppositori hanno chiesto un parere al comune di Milano, con Pierfrancesco Maran che ha risposto come il comune controllerà la situazione. Da parte sua Uber ha risposto che lo sbarco in ogni città è preceduto da cinque mesi di studi d carattere legale.
LA RISPOSTA DI UBER - “Arriviamo solo dove pensiamo che le leggi siano sufficientemente chiare -continua Uber- per sostenere il nostro sistema. Le conosciamo, ne siamo al corrente.

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Basta abusivi: Comune, dove sei??

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piazza vetra

Piazza Vetra, 9 maggio 2013 ore 20:00
I Tassisti Milanesi sono assolutamente stanchi ed esasperati
per i lunghi silenzi dell’amministrazione cittadina

Uber Stoccolma, ci prova con il solito “vizietto”

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Lino-BanfiUber, il servizio privato di autisti personali su richiesta, si trova ad affrontare la sfida con le normative locali nella sua unica base scandinava a Stoccolma. La Polizia locale proibisce agli autisti Uber di condurre le loro auto mentre sono in strada, con possibili sanzioni e sospensioni. Il motivo? L’ agenzia per il trasporto di Stoccolma, sostiene che solo i membri della famiglia reale e i dirigenti d’azienda possono utilizzare un servizio senza tassametro. Uber di contro obietta che l’agenzia vuole solo proteggere le potenti compagnie taxi della città. Ora Uber dice che se non verranno adeguati i regolamenti, fermeranno i loro servizi a Stoccolma. L’azienda non ci sta a chiudere senza avere combattuto ed è per questo che è stata avviata una petizione popolare che ha quasi già raggiunto le 2500 firme che si erano proposti di raggiungere. C’è ancora speranza per Uber Stoccolma? Secondo Robin Reznik, Direttore Generale di Uber Stoccolma, dei 30 paesi in cui Uber è disponibile, quello di Stoccolma è il mercato in più rapida crescita. “Non abbiamo in programma di aggirare normative e come pensare come fanno altri di potersi adattare al loro interno.  Inoltre, crediamo che i regolamenti dovrebbero essere rivisti, vadano rinnovati per andare incontro allo  sviluppo tecnologico e, infine, resi più democratici:

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Dentro la notizia: Uber, una app tante polemiche

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vanity fairAvevamo parlato del servizio di auto con autista che si prenota con lo smartphone. Ci avete scritto in tanti, abbiamo approfondito

Avevamo parlato del servizio di auto con autista che si prenota con lo smartphone. Ci avete scritto in tanti, abbiamo approfondito. Potremmo chiamarlo: capitolo due, le reazioni. Abbiamo raccontato una cosa che stava prendendo piede in due città italiane come fosse una nuova moda, e ci avete scritto in tanti. Ecco, quindi, che abbiamo raccolto nuove informazioni. In cui la notizia sta in questo: l’applicazione Uber, che si propone di sostituire un taxi o un noleggio con conducente, nelle città di Milano e Roma, sta avendo molti attacchi. E, come dimostrano le reazioni avvenute a New York o a Stoccolma (da noi, in Rete, in queste ore, si trova già un’ampia documentazione), che hanno poi fatto chiudere definitivamente il servizio, qualcosa di serio sta succedendo anche in Italia.

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Inchiesta: Uber, “taxi innovativi” , ma fuori legge

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milano_postL’INCHIESTA – Ecco Uber, “taxi” molto innovativi… che violano però tutte le norme

(omissis) …. Una bella opportunità per i consumatori, ed allo stesso tempo una gran bella furbata da punto di vista normativo, considerata la violazione di varie norme, che i conducenti dei radiotaxi sono invece tenuti a rispettare. E così ha inizio una vera e propria rivolta da parte dei taxisti irritati, che in passato hanno pagato caro le loro licenze, che rispettano i vari obblighi stabiliti dalla legge, e che ora corrono il rischio di essere penalizzati e di andare incontro ad un’ingente perdita di clienti – e quindi di denaro – dovuta ad una concorrenza scorretta. Uber si troverebbe infatti in contrasto con la legge, costituendo solamente un’opportunità di sfruttamento per NCC – Noleggio Con Conducente. A tale proposito abbiamo quindi intervistato Francesco Artusa, rappresentante di categoria degli NCC, per sentire la sua testimonianza, il suo racconto ed il suo punto di vista. Lo stesso ha sottolineato come, sotto il profilo normativo, si tratta di un servizio illecito: il noleggio di un auto infatti dovrebbe prevedere la partenza da un’autorimessa, ma la politica di Uber è invece quella di garantire entro un tempo massimo di cinque minuti un’auto a disposizione del cliente; dunque, facendo due rapidi calcoli e considerando il fatto che molte macchine vengono da altre città o regioni, è facile immaginarsi che i mezzi di questa società sostino per le piazze e le strade della città, in attesa di una richiesta da parte di un potenziale cliente – peccato che questo sia il servizio del taxi e non del noleggio.

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Uber, arriviamo sul TG3 … ma spunta EzDriver

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Sulla scia del post precedente ecco una sintesi del TG3 Lombardia di oggi, ore 19:30. Viene parzialmente tradotto in immagini e parole ciò che scrive il quotidiano La Repubblica di oggi, sul presunto illecito operativo addebitato a Uber, la società californiana approdata a Milano il mese di febbraio di quest’ anno. Conclude Benedetta Arese Lucini general Manager di Uber IT (non affronta l’aspetto legale dell’app) sostenendo che “l’innovazione e la competizione sono solo una cosa buona perchè costringono il mercato a migliorarsi”. Spunta comunque all’orizzonte un altro sistema di chiamata autista personale mediante app (ormai nascono come funghi) sviluppato a Milano dal Politecnico. SI chiama EzDriver. Giovanni Stella, il fondatore della startup (ormai crescono come funghi anche queste) dichiara che non vuole mettersi in concorrenza diretta con i tassisti, e che la loro attività è rivolta a manager e aziende e che le macchine delle 20 società di noleggio con cui hanno stipulato contratto, partiranno tutte dalle rimesse, senza girare per le strade a cercare clienti. La tariffa è fissa: 1euro e 80 al chilometro. Ne riparleremo.

(grazie ad Alberto C. per la segnalazione)

Uber, ora arriviamo su Repubblica…

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repubb-2Era dai tempi delle lenzuolate di Bersani che la categoria non si schierava così unita contro qualcosa. Il nemico di oggi dei tassisti milanesi non ha la faccia di un ministro pro-liberalizzazioni ma si scarica con un’app dal telefonino. È l’autista personale offerto da Uber, che fa impazzire conducenti di auto bianche e Ncc, le aziende di noleggio con conducente. Che assieme, in un’improbabile alleanza, denunciano «la concorrenza sleale» del nuovo arrivato sul mercato. Non è l’unica inquietudine, per i tassisti: a preoccuparli c’è anche l’arrivo, previsto dopo l’estate, di operatori privati nel settore del car sharing che rischiano di sottrarre altri clienti. E ora c’è chi chiede di precludere le corsie preferenziali a tutti i privati, compresi i nuovi car sharing.
Nato a San Francisco, da febbraio Uber è sbarcato anche a Milano e fornisce un autista personale a chiunque e in qualsiasi momento, solo con il tocco sullo schermo di uno smartphone. Un servizio appena più “lussuoso” del taxi, che costa in media il 20-30 per cento in più ma quasi la metà di un noleggio. Uber, in pratica, fa da tramite tra il cliente e il “padroncino” che mette a disposizione la sua berlina. Un servizio che suscita ira tra le auto bianche: «Violano la normativa, sono fuorilegge—denuncia Luca Salvatore, Unione artigiani—quando ricevono una prenotazione dovrebbero partire dalla rimessa dell’azienda di noleggio e invece, per arrivare prima, sostano per strada. Come noi tassisti: ma noi siamo servizio pubblico, loro dei privati».

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Uber, ora arriva l’amaro…

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Ecco la mozione depositata oggi dal Consigliere Comunale Fabrizio De Pasquale. Grande risultato ottenuto dai “cugini” NCC.

…La società di diritto olandese UBER B.V. con sede legale ad Amsterdam ha recentemente creato e divulgato una applicazione (“app”) per smartphone che si propone di intermediare il servizio di trasporto mediante N.C.C. tramite un servizio di geolocalizzazione… (omissis)  INVITA  il Sindaco e L’assessore alla Mobilità ad attivare attraverso gli uffici competenti e il Corpo della Polizia Municipale, i poteri di controllo e vigilanza volti all’inibizione dell’ irregolare attività sopra descritta e a segnalare agli organismi preposti, eventuali profili di evasione ed elusione fiscale derivanti dal versamento dei corrispettivi alla società olandese…

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Vent’ anni di solitudine

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Prima o poi accadrà che, parafrasando un noto romanzo di Garcia Marquez, arriveremo a  “cent’anni di solitudine”. E’ da brivido leggere l’articolo che segue, apprendere che i problemi sono sempre gli stessi, che non esiste nessuna volontà di mettere la parola “fine” ad una situazione senza precedenti. Soli contro un muro di gomma che resiste a ogni sollecitazione, soli con la nostra voglia di migliorare il servizio e nel contempo boicottati dagli stessi soggetti che il servizio lo “pretendono” di alto livello, senza che facciano ammenda delle loro manchevolezze. E’ soprattutto da brivido leggere la data di pubblicazione di questo articolo: 14 settembre 1992, e apprendere che poco o nulla è cambiato…

Sono gli stessi apparecchi sistemati in città una quarantina d’ anni fa. E naturalmente, oltre a essere troppo vecchi, funzionano malissimo. Senza contare, poi, le performance dei teppisti che spesso prendono di mira proprio le oltre 150 “colonnine telefoniche” di Milano. Ogni giorno, così , decine di milanesi desiderosi di chiamare un taxi in attesa al parcheggio piu’ vicino a casa sono costretti a cercare altre vie: perchè il numero risulta sempre misteriosamente occupato oppure non dà segni di vita. Un evidente disagio per i cittadini, quindi, ma anche per gli stessi tassisti che in questo modo vedono penalizzato se non ridotto il loro lavoro.

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Uber, venti di guerra. Prime schermaglie

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mazzateNon sorprendetevi per la presenza di Uber. Non si sono sbilanciati, sono semplicemente venuti per conoscere meglio i loro avversari e valutarne la forza (o la debolezza). La storia sarà lunga.”

Un lettore anonimo del blog, ieri lasciava questo commento nel post “News dalla riunione TAXI/NCC al Crowne Plaza”. Le tre persone del team management di Uber Italia hanno preso ieri mattina la loro bella macchinina (o si sono fatti portare da un Uber Partner?) per andare fino a Somma Lombardo, per una gita fuori porta e fare una sorpresa a quel manipolo di autisti richiusi in un hotel a parlare (non bene) di Uber e delle sue malefatte. Si sono presentati senza invito, pensando che bastasse un CUCUU’ – come fece Berlusconi con la Merkel- per apparire subito simpatici e carini. Poteva anche andare bene così, anche se da un punto di vista deontologico, un manager avrebbe dovuto confrontarsi in maniera differente, ma tant’ è … che la scelta di quei giovani non è stata quella di aprirsi al confronto, ma solo di acquisire nozioni, essere li semplicemente per “capire”. Tutto quello c’era da capire è stato detto più volte ovunque, sulle loro pagine internet, su facebook, su twitter e chissà dove altro ancora… cosa c’era ancora da capire? O il loro interesse era finalizzato esclusivamente a carpire informazioni utili per una difesa o contrattacco? Di fatto, l’invito a lasciare  l’ assemblea non deve essere stato gradito: non più di 24 ore dopo, in occasione di una breve intervista telefonica alla general manager Benedetta Lucini condotta stamane su radio 105, quattro gatti si sono riuniti davanti all’emittente di via Turati per una pacifica protesta. La presenza di alcune macchine di tassisti ha offerto il pretesto per muovere accuse infondate di intimidazioni e violenze verbali verso l’Uber Management, il direttore dell’ emittente, il tutto accompagnato da “disturbo alla circolazione stradale”. Si è aperta una fase nuova nel fronte Uber/taxi/ncc, queste sono le prime avvisaglie che vedono da un lato un gruppo sempre più numeroso di operatori che chiedono il rispetto della legalità e dall’ altro un gruppo nato in California che per diretta ammissione del suo guru, se ne infischia delle regole. Chi la dura la vince: rimanete sintonizzati!

RaiTre: Luca Massari, una tragica fatalità

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Luca Massari: Una tragica fatalità titola la puntata del programma “Un giorno in pretura” di Roberta Petrelluzzi, andata onda Sabato 20 aprile 2013 alle 23.55 (sintesi). Si tratta della seconda parte della puntata già trasmessa in data 13 aprile 2013, oggetto di un post precedente.

I giudici della Prima Corte d’assise di Milano hanno condannato a 14 anni di reclusione Pietro Citterio imputato insieme alla sorella per l’omicidio del tassista milanese Luca Massari. La donna, Stefania Citterio, è stata condannata a 10 mesi: per lei l’accusa è stata derubricata a minaccia aggravata. A Citterio è stata riconosciuta l’attenuante del concorso anomalo. Per il delitto era già stato condannato a 16 anni Morris Ciavarella. Per la donna è stata disposta l’immediata scarcerazione perché ha già scontato la pena. Per i due, fratello e sorella, imputati il pubblico ministero titolare dell’indagine, Tiziana Siciliano, aveva chiesto la condanna rispettivamente a 23 e 21 anni di carcere. A un altro imputato, Davide Lagrada, sono stati inflitti sei mesi di carcere per favoreggiamento. Massari era stato aggredito nell’ottobre del 2010 dopo aver involontariamente investito un cane ed essere sceso dal suo taxi per scusarsi. Soddisfazione è stata espressa dal pm titolare dell’indagine, Tiziana Siciliano, che ha riconosciuto “lo straordinario equilibrio manifestato dal tribunale in un processo molto difficile”.

(La puntata completa è visibile in streaming sul sito di RAITRE. Il video è in formato Silverlight: potrebbe non essere visualizzato su alcune piattaforme)

RaiTre: Luca Massari, un tassista perbene

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Luca Massari: Un tassista perbene titola la puntata del programma “Un giorno in pretura” di Roberta Petrelluzzi, andata onda Sabato 13 aprile 2013 alle 23.55 (sintesi). Al minuto 20:47 un breve, ma intenso ricordo di Luca: la sua voce, il suo sorriso, la sua allegria.

Il 10 ottobre 2010 in una strada di un quartiere periferico milanese, Luca Massari, alla guida del suo taxi investe e uccide un cucciolo di cocker sfuggito ai suoi padroni. Dalla morte del cane nasce una discussione che degenera. Luca Massari viene colpito, cade a terra e dopo dieci giorni muore in ospedale senza aver preso conoscenza. Per questa morte è già stato condannato con rito abbreviato Michel Ciavarella. Oggi il processo vede seduti sul banco degli imputati, accusati di concorso in omicidio volontario,  i due fratelli Citterio, Stefania e Pietro. “Nel rispetto della persona morta e dei suoi familiari, riteniamo che la qualificazione giuridica corretta di cio’ che e’ accaduto e’ quella di omicidio preterintenzionale e non di omicidio volontario”. Così affermava l’avvocato Carlo Maffeis, uno dei legali dei tre aggressori di Luca, il giorno 11 novembre 2010.

(La puntata completa è visibile in streaming sul sito di RAITRE. Il video è in formato Silverlight: potrebbe non essere visualizzato su alcune piattaforme)

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