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Il Blog Dei Tassisti Milanesi
Taxi sono qui…taxi sono qui…taxi sono qui… gridano in spiaggia. Tormentone americano di gusto incomprensibile, ha riempito i blog i forum degli States con stupidi commenti o frasi senza senso. Digitando “taxi sono qui” sulla pagina di Google, vi appariranno innumerevoli link. Ma cari ragazzotti americani, abbiamo cominciato prima noi! Sulle spiagge romagnole nell’estate del 1998 - ebbene si - gridavamo “Valeriooo” giorno e notte! Un urlo beffardo che scuoteva il silenzio della notte, che riempieva di se’ il vuoto delle spiagge all’ora della pennichella. "Valeriooo!". Una mancanza di senso suprema, scagliata contro il nulla dello struscio serale sui viali romagnoli. "Valeriooo!". Prima a Riccione, poi a Rimini, ormai in tutte le localita’ di vacanza dell’Adriatico, i ragazzi sulle auto con i finestrini abbassati o sdraiati sui teli da mare, colti da un raptus, gridavano alla ricerca del fantomatico "Valerio". E in segno di appartenenza alla stessa tribu’, qualcuno rispondeva sempre. Qualcuno che aveva capito il significato del gioco, che e’ appunto quello di non avere alcun significato. E allora ribatteva: "Valeriooo!". A Rimini fecero comparsa le prime T - shirt che consacravano il grido collettivo. E che portavano bene evidente la scritta: "Ma chi caz… e’ questo Valerio?" (leggere qui per credere, anche se è davvero incredibbileeeee….!!!)
< Caro Fantozzi, è solo questione di intendersi.
Lei dice “padroni” e io “datori di lavoro”,
lei dice “sfruttatori” io dico “benestanti”,
lei dice “morti di fame” e io “classe meno abbiente” ….
Ma per il resto la penso esattamente come lei >
Whore (puttana) è un film del 1991 del regista britannico Ken Russell, con protagonista Theresa Russell.
Il regista lo realizzò come risposta al film Pretty Woman, uscito l’anno precedente, che aveva offerto un’immagine edulcorata del mondo della prostituzione. Il soggetto originale su cui si basa il film fu scritto da un tassista londinese, ed è ispirato ad una conversazione che questi aveva avuto con una prostituta cliente del suo taxi.
Sfera o sfera maxi,
chi ti liberalizzerà un giorno i taxi?
Oh sorte meschina e caduca,
non sarà mica Luca Luca?
—-
Niente di tutto questo o mago Pamplone
Probabilmente sarà il solito politico arruffone
Uno fra tanti che fa gesti strani con le mani
Magari il solito Bersani:
Credo proprio che lui un giorno possa
Dare tutto in mano a una cooperativa rossa.
—-
Caro tassista il genio della sfera ha così sentenziato,
meglio che tu vada a morì ammazzato
L’ultimo in ordine cronologico ad essere assurto agli onori delle cronache letterarie è l’australiano Martin Edmond che, dopo aver guidato per anni taxi nel traffico di Sidney, si è dato ai romanzi e si è portato a casa quest’anno il premio Copyright Licensing Limited. Con il suo The Zone of the Marvellous ha vinto, così, l’equivalente di più di 26 mila dollari Usa. Con questi soldi adesso spera di lasciare il volante e prendere per sempre la penna in mano. Ma la lista dei tassisti-scrittori è lunga e risale indietro nel tempo. Il loro mondo sembra da anni un luogo ideale per produrre nuovi talenti, come dimostra anche la storia di Melissa Plaut. Colpa forse di quell’osservatorio privilegiato, dal punto di vista sociale, culturale ed antropologico che è rappresentato da una normale corsa di taxi. Solo negli Usa dagli anni ’20 ad oggi la categoria ha sfornato qualcosa come una trentina di libri. Il primo fu, nel 1929, Robert Hazard con il suo Hacking New York, una cronaca fedele della sua vita in auto. Tra i “cubbies” più importanti, questo il soprannome familiare dato dagli americani ai loro taxi-driver, spicca Ryan Weideman che oltre a scrivere amava anche scattare foto ai suoi clienti. Uno di loro era un signore di nome Allen Ginsberg, padre della beat generation. Ryan gli scattò una foto mentre il famoso poeta gli stava dedicando una sua poesia per pagare la corsa. Per il furbissimo tassista fu la svolta. Con il suo volume di foto In my taxi è riuscito perfino a vincere la prestigiosa borsa della Fondazione Guggenheim. (Panorama)
Nella foto: Melissa Plaut
Se oggi …
È solo una porta aperta verso ieri.
E stai andando a fare quello che hai fatto.
E stai andando a conoscere ciò che si sapeva.
Ma, non si sa come la speranza può.
Rimanere più a lungo fino a domani, per vedere come.
Rimanere più a lungo fino a domani, forse non si deve.
Vogliono quello che vuoi, forse hai bisogno di qualcos’altro.
E non dimenticate:
Le stelle che cadono … non muoiono.
Le stelle che cadono … vanno verso un altro cielo.
(Versuri.ro)
Oh finalmente siamo arrivati…
ma cosa ha questa portiera… su, forza, sbloccala!
No signore, non scenda qui, guardi che…
Non ti ho chiesto consigli, stai zitto e apri!
E’ più sicuro per lei se scende dall’altra parte…
Ma non passa nessuno, non vedi?
FATTI I CAXXI TUOI, E APRIIIIII!!!
Contento lei…
(e dire che l’avevo avvisato)
Carissimi Amici di Lisciodoc, prima della pausa estiva che sarà abbastanza breve vorrei presentarvi questo brano chiamato “IL TAXISTA“.E’ un brano contenuto in una strepitosa compilation di canzoni, uscita da pochissimi giorni, edita dalle Edizioni Caramba su dischi Fonola.Questa Compilation contiene oltre al brano “Il Taxista” altre canzoni del cantautore melodicoTiziano RUPIL, mio collaboratore storico. Questo bellissimo brano che abbiamo voluto dedicare appunto ai Taxisti è una canzone valzer per Uomo Donna, e lo voglio proporre a tutti i cantanti che stanno cercando una nuova canzone valzer di sicuro successo! Il Taxista è stato scritto da Tiziano Rupil, William Isabel e Emanuela Scapino.Hanno preso parte alla sua realizzazione William Isabel alla Fisarmonica, Emanuela Scapino (Ex Voce Castellina Pasi) e Tiziano Rupil (voce Maschile).Spero che possiate trovare in questa nuovissima canzone Valzer un ottimo spunto musicale e una dedica speciale a tutti i Taxisti del mondo!
Fonte: Lisciodoc.it
Spinti dal sogno di allevare un gregge e fare formaggio, subito dopo la riunificazione del Paese, una veterinaria della Germania del Nord e un tassista filosofo svizzero recuperano un edificio in rovina in mezzo al nulla, sulle sponde del fiume Havel a un’ora da Berlino. Sabine e Hans Peter imparano tutto da soli, il loro progetto prende lentamente forma, tanto che hanno da poco costruito un nuovo caseificio. Come benvenuto a chi visita la loro azienda offrono gelato fatto con il latte delle loro capre e, ovviamente, propongono caprini di tutte le forme, misure ed età. (cheeseslowfood.it)